Lavori di bonifica a S. Giovanni a Teduccio

Premessa

Situata nella parte sud-orientale del porto di Napoli,  San Giovanni a Teduccio si trova all'interno del perimetro di ‘Napoli Orientale’, un sito di interesse nazionale. L'indagine preliminare ha evidenziato la presenza di idrocarburi e metalli pesanti, che contaminano i sedimenti marini e gli arenili. Una parte del materiale contaminato è stato classificato come rosso (‘hot spot’), con concentrazioni inquinanti superiori al 90 per cento dei valori limite.

Il progetto ha previsto la costruzione di una parete in cemento-bentonite ( ‘diaframma plastico’), una vasca di colmata il palancole, l’ installazione di un impianto mobile di trattamento soil washing per il recupero parziale di sedimenti altamente contaminati ed il dragaggio con refluimento idraulico dei sedimenti non contaminati nella vasca di colmata in palancole.

La nostra soluzione

Mediante scavo e posa di una miscela autoindurente di cemento e bentonite, si è proceduto innanzitutto alla costruzione del diaframma plastico per una lunghezza di 750 m. Questa barriera impermeabile lungo la battigia si è resa necessaria per evitare che la contaminazione della falda si diffondesse nell'ambiente marino. In cima al diaframma è stata costruita una trave in calcestruzzo armato. Per dare alla parete diaframma una funzione portante,  in alcune parti sono state inserite palancole in cemento armato all'interno della miscela di cemento-bentonite che fungono da elementi strutturali. Al di là della parete, è stato costruito un canale di drenaggio all'interno del quale è stata inserita una tubazione in plastica perforata che funge da sistema di drenaggio.

È stata costruita una cassa di colmata a terra  di 190.000 m³ per lo smaltimento finale di 90.000 m³ di sedimenti classificati come arancioni e gialli. Il riempimento è stato eseguito mediante draga aspirante/refluente stazionaria con disgregatore “VLAANDEREN XVI” che riversa la sabbia direttamente nella cassa di colmata. Per costruire la cassa di colmata sono stati infissi  circa 780 m di palancole negli strati di sedimento fino ad intercettare il substrato in tufo. Un sistema a tiranti, ancorato a speciali strutture di contrasto, ha aumentato la stabilità delle pareti della cassa di colmata.

Mediante dragaggio ambientale meccanico sono stati rimossi in modo estremamente selettivo circa 1.250 m³ di sedimenti rossi ‘hot spot’. L'intervento è stato eseguito mediante l’impiego di una eco-benna idraulica a tenuta stagna da 4 m³, montata sulla gru di bordo di  un pontone semovente. Sono state prese le dovute precauzioni per evitare la torbidità ed è stata utilizzata una barriera antinquinamento. Il materiale contaminato e’ stato trattato con impianto di trattamento soil washing che ha permesso, separando la sabbia dalla frazione fine inquinata, il conferimento diretto del materiale in colmata. Un monitoraggio ambientale accurato è stato eseguito prima, durante e dopo tutte le fasi di dragaggio ambientale, di trattamento del materiale e delle acque di processo. 

 

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